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    Sante Guido

    I diaspri siciliani per la Cappella Borghese nella basilica papale di Santa Maria Maggiore in un documento dell’Archivio Apostolico Vaticano
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    Arturo Anzelmo

    All’ombra dei Riaccesi – L’opera incisoria di Paolo Amato
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    Teresa Leonor M. Vale

    L’argentiere dell’ambasciatore e anche del Re. Da Marsiglia a Roma passando per Genova: il percorso di Francesco Genouvez (1688-1760)
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    Giuseppe Giugno

    Benfattj magistribilmentj et ben sonantj. Fonditori di campane tra Caltanissetta e Sutera nella Sicilia di età moderna
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    Bertrand de Royere

    Il servizio d’argento e di vermeil di Jean-Baptiste-Claude Odiot per Ferdinando I re delle Due Sicilie
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    Paola Venturelli

    Quattro opere in collezione privata. L “Insigne glittografo” Giovanni Beltrami (1777-1854) tra il conte Giovanni Battista Sommariva e i Turina di Casalbuttano
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    Roberta Martorana

    Le sculture di Piazza Castelnuovo a Palermo – Genesi ed evoluzione storica di un intervento di arredo urbano

NUMERO 29 - GIUGNO 2024

Editoriale

di Enrico Colle e Maria Concetta Di Natale

Il ventinovesimo numero di OADI Rivista propone un ventaglio di argomenti dispiegati su un ampio contesto geografico e si apre con un articolo di Sante Guido sui diaspri siciliani impiegati nella realizzazione della Cappella Borghese nella basilica papale di Santa Maria Maggiore, riletti attraverso due documenti che identificano il donatore e il dettaglio dei materiali impiegati. Giovanni Boraccesi studia un alabastro fiammingo del 1627 a Tongeren, raffrontandolo con un esemplare analogo custodito nel Museo Civico di Baranello. Paolo Amato è il protagonista del saggio di Arturo Anzelmo, che ne ripercorre la carriera di incisore. Attraverso una serie di notizie inedite individuate nel rendiconto degli introiti ed esiti personali dell’arcivescovo Ferdinando Bazán de Benavides, Girolamo Andrea Gabriele Guadagna propone uno studio della sua committenza nella Palermo del XVII secolo. Teresa Leonor M. Vale ricostruisce la carriera dell’argentiere francese Francesco Genouvez, attivo a Roma nel XVIII secolo, attraverso i documenti e lo studio scientifico delle poche opere note. I fonditori di campane nella Sicilia centrale di Età Moderna sono l’argomento dell’articolo di Giuseppe Giugno. Danae Du Chaliot Maresca prende in esame le decorazioni del settecentesco clavicembalo di Villa Whitaker e Angelo Antonio Faraci studia il bozzetto in gesso dorato della Gloria di San Luigi Gonzaga di Ignazio Marabitti, recentemente apparso sul mercato antiquario. Bertrand de Royere ricostruisce la composizione originaria del servizio in argento e vermeil realizzato dall’orefice francese Jean-Baptiste-Claude Odiot per Ferdinando I Borbone, prendendo in esame gli esemplari superstiti, gli inventari e il raffronto con analoghe produzioni dell’artista. Paola Venturelli propone uno studio di quattro opere del glittografo Giovanni Beltrami, attivo tra la fine del Settecento e la prima metà del secolo successivo. I mobili di Luigi Zampini caratterizzati da ornati orientali sono l’argomento dell’articolo di Enrico Colle. Chiude il numero Roberta Martorana, che studia le sculture di Piazza Castelnuovo, elementi di un “museo scultoreo a cielo aperto”. Infine, con grande piacere annunciamo l’uscita di un numero speciale di “OADI Rivista” nel prossimo mese di luglio, che conterrà gli atti del Convegno Internazionale di Studi “Arti Decorative, Costume e Società nel Mediterraneo tra XVIII e XIX secolo”, tenutosi presso il Polo Universitario di Trapani il 21 e 22 aprile 2023. Il numero speciale andrà ad aggiungersi alle due uscite regolari del 2024, questa di giugno e il trentesimo numero previsto per il prossimo dicembre.