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ArticoliMarco Coppe
Genealogia di una famiglia orafa in età moderna: i Merlini dalla Bologna papale alla Firenze medicea -
ArticoliGiovanni Boraccesi
Suppellettili liturgiche nei musei albanesi di Berat e di Korcë -
ArticoliRoberta Civiletto
Storie in punta d’ago – Alcune ipotesi intorno ai panni ricamati del Museo Civico di Termini Imerese -
ArticoliSofia Laurenti
I preziosi parati del cardinale Flavio Chigi nel primo allestimento del Palazzo in Piazza Santi Apostoli* -
ArticoliRiccardo Raccuglia
Iconografie mariane nei progetti per apparati delle Quarant’ore di Giacomo Amato (1643-1732) -
ArticoliGiuseppe Giugno
La produzione d’arte sacra nella Regia Chiesa Madre di S. Pietro a Calascibetta nel Settecento. Indoratori, argentieri, scultori di legname e organari -
ArticoliFrancesco Melia
Lo scrigno di Francesca Beccadelli e Papè, duchessa di Giampilieri -
ArticoliGreta Tommasi
Interazioni culturali e innovazione artigianale: gli ebanisti Ragusa a Taormina tra Otto e Novecento -
ArticoliMatteo Santise
Vetro inciso “brillante”: i servizi F&C Osler per casa Savoia
NUMERO SPECIALE 1/2025
Shaping Minds and Souls - Jesuit Missions and the Mediterranean World International Symposium: Spirituality, Diplomacy, Arts Proceedings
a cura di Roberta Cruciata e Nicholas Joseph Doublet
NUMERO 32 - DICEMBRE 2025
Editoriale
di Enrico Colle e Maria Concetta Di Natale
Il trentaduesimo numero di OADI Rivista si apre con lo studio di Riccardo Prinzivalli sulla porta rinascimentale in marmo bianco dell'Ospedale Grande del Santo Spirito di Palermo. Attraverso l'incrocio di documenti e foto storiche, l'autore ne ricostruisce le vicende dalla fondazione dell'ospedale fino all'attuale collocazione presso il Museo Salinas, analizzandone gli stemmi e l'apparato iconografico. Marco Coppe traccia la genealogia dei Merlini, una dinastia di orafi attiva tra Bologna e Firenze tra il XV e il XVII secolo. L'indagine chiarisce le dinamiche di mobilità artistica verso la corte medicea, influenzate da crisi economiche e strategie familiari. Spostando lo sguardo verso l'area balcanica, Giovanni Boraccesi presenta una collezione di argenti liturgici (calici, croci e piatti) conservati nei musei albanesi di Berat e Korçë. Queste opere rivelano una pluralità di influenze culturali - veneziane, germaniche e locali - che caratterizzano l'oreficeria ecclesiastica tra il XV e il XVIII secolo. Roberta Civiletto torna al contesto siciliano analizzando i panni ricamati del Museo Civico di Termini Imerese, raffiguranti le Storie di Coriolano. Lo studio approfondisce le tecniche del ricamo del Seicento e identifica i modelli a stampa che ne ispirarono i cartoni. L'arredo tessile monumentale è al centro della ricerca di Sofia Laurenti, che ricostruisce il primo allestimento del Palazzo Chigi-Odescalchi a Roma basandosi su un inventario del 1676. I parati scelti dal cardinale Flavio Chigi riflettono un gusto influenzato da Bernini e dalla moda francese. Riccardo Raccuglia esamina l'iconografia mariana nei progetti di Giacomo Amato per gli apparati effimeri delle "Quarantore" tra fine Seicento e inizio Settecento, evidenziando il legame tra simbolismo eucaristico e citazioni bibliche. Per il Settecento, Giuseppe Giugno analizza la produzione di arte sacra a Calascibetta, focalizzandosi sulle botteghe di argentieri e indoratori attive dopo il terremoto del 1693. Francesco Melia indaga il "tesoro" di Francesca Beccadelli e Papè, duchessa di Giampilieri, attraverso i suoi elenchi testamentari del 1782. L'analisi di gioielli e abiti offre uno spaccato della vita sociale e della moda aristocratica nella Sicilia borbonica. Infine, il passaggio tra Otto e Novecento è il periodo di riferimento dell’articolo di Greta Tommasi, che illustra l'attività degli ebanisti Ragusa a Taormina. La loro bottega divenne emblematica per l'interazione tra maestranze locali e l'élite internazionale che sceglieva la Sicilia come residenza. Conclude il numero Matteo Santise con uno studio sui servizi in vetro inciso della manifattura inglese F&C Osler acquistati dalla casa Savoia. Questi cristalli documentano l'apertura della corte umbertina alle arti decorative straniere e all'innovazione industriale britannica alla fine del XIX secolo. Grati per la costante attenzione riservata alla rivista, porgiamo agli affezionati lettori i migliori auguri per un sereno 2026.

