Articoli
Antonio Agostini – Marilisa Yolanda Spironello
Patrimoni di devozione. Tesori dalla Diocesi di Acireale in mostra a Palermo
Segni Preziosi - Il Disegno del Gioiello Italiano dal XIV al XXI secolo
a cura di Lucia Ajello e Bianca Cappello
NUMERO 33 - GIUGNO 2026
di Enrico Colle e Maria Concetta Di Natale
Questo numero di OADI - Rivista offre un ampio e sfaccettato panorama di studi dedicati alle arti decorative, muovendosi lungo una linea cronologica e tematica che connette la grande tradizione dell'oreficeria, dell'ebanisteria e della pittura d'età moderna alle più radicali sperimentazioni materiche della contemporaneità. Attraverso indagini d'archivio, letture iconografiche e aggiornamenti filologici, i contributi qui raccolti valorizzano patrimoni inediti e sollevano nuove e stimolanti ipotesi interpretative. L'apertura del numero è affidata al saggio di Antonio Agostini e Marilisa Yolanda Spironello, incentrato su una selezione di manufatti del Tesoro di santa Venera della Diocesi di Acireale, presentati a Palermo in occasione della mostra L'età dell'Oro. Gli autori propongono una rigorosa rilettura storico-artistica e devozionale di monili ed ex voto, evidenziando l'eccellenza delle botteghe messinesi e la sofisticata perizia tecnica delle maestranze della Sicilia orientale. Si prosegue con la decorazione parietale settecentesca con il contributo di Arturo Anzelmo, il quale indaga la presenza della celebre famiglia Borremans a Ciminna. Esaminando criticamente le fonti storiche e la pala della Madonna del Rosario, il testo formula nuove ipotesi cronologiche sulla diffusione della cultura figurativa borremansiana nell'isola, ricostruendo anche le vicende decorative del perduto Oratorio dell'Immacolata Concezione. Il saggio di Beatrice Rinaldi sposta l'attenzione sull'ebanisteria di lusso nella Roma pontificia della metà del Settecento. Attraverso lo studio e l'analisi comparativa di un comò inedito, l'autrice ne evidenzia il raffinato gusto antiquario, giungendo a proporre una solida attribuzione all'ebanista Giovanni Ermans e una provenienza dalle collezioni aristocratiche di villa Chigi sulla via Salaria. La committenza nobiliare in Sicilia torna al centro della ricerca con il testo di Francesco Melia, focalizzato sul ruolo di patronato della principessa Gaetana Papè di Valdina a Palermo. Lo studio ricostruisce le vicende dell'altare dell'oratorio di San Filippo Neri e dell'urna di San Feliciano, esaminando il colto linguaggio geometrico dell'architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia e la successiva evoluzione decorativa del manufatto in pietre dure. Rimanendo in ambito siciliano, Fabio Francesco Grippaldi offre una minuziosa analisi del fercolo argenteo di San Sebastiano ad Acireale. Inteso come una vera e propria macchina di predicazione visiva, l'opera viene sezionata attraverso lo studio di punzoni e documenti d'archivio, che permettono di tracciare la lunga cronologia esecutiva che legò maestri messinesi e acesi ai modelli pittorici di Vasta. Il contributo di Simone Ciocchetti esamina una coppia di doppieri argentati di ambito napoletano risalenti agli anni Settanta del Settecento, oggi custoditi presso il Museo Accorsi-Ometto di Torino. L'indagine stilistica e l'analisi dei bolli consentono non solo di identificare il committente originario nel territorio pugliese, ma anche di rintracciare i chiari influssi del Rococò francese nelle soluzioni decorative. La dinastia dei Valadier viene arricchita da un nuovo tassello critico grazie allo studio di Teresa Leonor M. Vale, incentrato sulla figura di Giovanni Valadier, maestro argentiere attivo nella Roma del Settecento. Attraverso l'inventario dei beni e l'analisi di capolavori quali l'ostensorio di Pistoia, l'autrice mette in luce l'alto livello della sua produzione e suggerisce una fitta collaborazione con la bottega del fratello Luigi. I legami diplomatici e religiosi internazionali emergono nel saggio di Sofia Gerogiorgi, che ricostruisce il valore politico e devozionale di otto cimeli sacri provenienti dalla chiesa della Santissima Trinità di Livorno, oggi conservati ad Atene. Il testo analizza i preziosi doni in argento e smalto inviati dall'imperatrice Caterina la Grande di Russia alla confraternita greca, testimonianza del prestigio sociale della diaspora ellenica. Il passaggio al Novecento e alle avanguardie viene indagato da Sophia Medea Turno, che analizza il ruolo teorico e plastico dell'alluminio nei manifesti e nelle opere del Futurismo. Considerato inizialmente metallo raro e poi emblema autarchico della macchina, il materiale trova una radicale reinterpretazione nelle sculture e nelle architetture del movimento, con un focus speciale sui collage di lamine della scultrice Regina Bracchi. In chiusura, lo sguardo si volge alla contemporaneità con l'articolo di Valentina Certo, dedicato alla ricerca estetica di Maria Tassone. Il saggio approfondisce l'innovativa tecnica dell'agopittura, in cui il filo di seta si fa veicolo di un rigoroso equilibrio geometrico, collocando l'opera dell'artista calabrese nel più ampio quadro della riscoperta e della rivitalizzazione concettuale della Fiber Art contemporanea. Nella sezione “Recensioni” Sergio Intorre prende in esame il volume di recente pubblicazione Il Sogno di Guglielmo - Restauri al Museo Diocesano di Monreale, curato da Maria Reginella. Infine, verrà pubblicato a seguire come Numero speciale 1/2026 della Rivista il volume Segni Preziosi - Il Disegno del Gioiello Italiano dal XIV al XXI secolo, curato da Lucia Ajello e Bianca Cappello, che offre uno strumento di riflessione e di studio per quanti, tra studenti, ricercatori e professionisti, vogliano approfondire la conoscenza del disegno del gioiello come parte integrante della cultura delle Arti Decorative.
Antonio Agostini - Marilisa Yolanda Spironello
Arturo Anzelmo
Beatrice Rinaldi
Francesco Melia
Fabio Francesco Grippaldi
Simone Ciocchetti
Teresa Leonor M. Vale
Sofia Gerogiorgi
Sophia Medea Turno
Valentina Certo
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