Abstract

Francesca Paola Massara

Dicata Aedes Nicolai. Le Storie di San Nicola sul soffitto ligneo della Cattedrale di Nicosia, tra agiografia e prospettive simboliche

La Cattedrale di Nicosia (Catania), dedicata a San Nicola e sorta nel XIV secolo, ha subito nel tempo una serie di modifiche, prima alla fine del XVI secolo e poi agli inizi del XIX, quando nuovi interventi, probabilmente connessi all’elevazione della città a sede episcopale, condussero al totale rifacimento del tetto ed all’obliterazione dell’antico soffitto ligneo a capriate quattrocentesco. Quest’ultimo rivela il carattere di una vera e propria enciclopedia medievale, una summa figurativa della cultura artistica, letteraria e teologica del Medioevo gotico.

Dicata Aedes Nicolai. The Stories of St. Nicholas on the wooden ceiling of Nicosia Cathedral, between hagiography and symbolic perspectives

The Cathedral of Nicosia (Catania), dedicated to St. Nicholas and built in the 14th century, underwent a series of modifications over time, first at the end of the 16th century and then at the beginning of the 19th century, when new interventions, probably connected to the elevation of the city to an Episcopal seat, led to the reconstruction of the roof and the obliteration of the ancient 15th-century wooden truss ceiling. The latter reveals the character of a true medieval encyclopaedia, a figurative summa of the artistic, literary and theological culture of the Gothic Middle Age.

Anna Maria Pedrocchi

La chiesa del Gesù di Roma- Museo della sacrestia nuova. Reliquie e reliquiari

La documentazione riguardante le reliquie presenti nella chiesa del Gesù – Museo della sacrestia nuova a Roma è al centro del contributo. Essa permette di spiegare l’esistenza di tanti reliquiari realizzati per contenerle, diversi per tipologie, forme, modelli e stile, che vengono qui studiati e analizzati.

The Gesù Church in Rome – Museum of the New Sacristy. Relics and reliquaries

The documentation concerning the relics present in the Gesù Church – Museum of the New Sacristy in Rome is the focus of this contribution. It makes it possible to explain the existence of many reliquaries made to contain them, different in type, shape, model and style, which are studied and analysed here.

Maura Lucia Sorrone

Questioni di iconografia: Lelio Giliberto argentiere, la committenza gesuitica e una statua di Sant’Irene per Lecce

Il recupero di inediti atti di pagamento ci consente di aggiungere nuove informazioni utili alla ricostruzione della biografia artistica dell’argentiere Lelio Giliberto.

In particolar modo, la commissione di una statua di Santa Irene avvenuta nel 1604, ci ha spinto a ripercorrere il culto e la devozione per la santa che in questi anni furono oggetto di vivaci diverbi tra i Gesuiti e i Teatini insidiatisi in città. La relazione tra i documenti e le necessità devozionali della città salentina hanno riaperto una parentesi sulle indicazioni iconografiche espressamente definite dal gesuita padre Antonio Beatillo. Una stretta correlazione tra le parole del religioso e le opere ancora oggi esistenti è abbastanza evidente, com’è dimostrato dall’unica opera reperibile realizzata da Lelio Giliberto a Napoli: il busto reliquiario di Santa Barbara, oggi al Museo di Castel Nuovo. Nonostante gli accesi contrasti tra Teatini e Gesuiti a Lecce, si riscontrano collegamenti iconografici anche per le immagini lignee di Sant’Irene, note e ancora oggi esistenti, scolpite a Napoli e destinate alla chiesa teatina di Lecce.

Questions of Iconography: Lelio Giliberto the Silversmith, the Jesuit Commission and a Statue of Saint Irene for Lecce

The recovery of unpublished acts of payment allows us to add new useful information to the reconstruction of the artistic biography of silversmith Lelio Giliberto.

In particular, the commission of a statue of Saint Irene in 1604, led us to retrace the cult and devotion for the saint that in recent years were the subject of lively disputes between the Jesuits and the Theatines in the city. The relationship between the documents and the devotional needs of the city of Salento, reopened a parenthesis on the iconographic indications expressly defined by the Jesuit Father Antonio Beatillo. A close correlation between the words of the religious and the works that still exist today is quite evident, as is shown by the only work available made by Lelio Giliberto in Naples: the reliquary bust of Santa Barbara, now in the Museum of Castel Nuovo. Despite the heated contrasts between and Theatines the Jesuits in Lecce, there are also iconographic links for the wooden images of Saint Irene, known and still existing, carved in Naples and destined for the Theatine church of Lecce.

Arturo Anzelmo

Nostalgia e nuovi linguaggi al tramonto della miniatura

L’articolo si propone di celebrare la ricorrenza dei 350 anni dalla scomparsa di don Santo Gigante di Ciminna (1600-1673) ricordandone l’affascinante quanto versatile figura di sacerdote, teologo, storico e miniaturista. Proprio quest’ultimo aspetto viene particolarmente, approfondito, con nuove precisazioni e approfondimenti sulla sua produzione.

Nostalgia and new languages in the twilight of the miniature

This article aims to celebrate the 350th anniversary of the death of don Santo Gigante from Ciminna (1600-1673). This fascinating and versatile figure of priest, theologian, historian and miniaturist is therefore remembered. It is precisely this last aspect that is particularly highlighted, with new clarifications and insights into his production.

Alessandra Pasolini

L’arte del legno a Cagliari e nella Sardegna meridionale: l’apporto siciliano.

Le carte d’archivio comprovano un esteso fenomeno migratorio di maestranze siciliane in Sardegna tra XVII e i primi decenni del XVIII secolo. L’articolo fa il punto dei dati sugli operatori del legno, concentrandosi prevalentemente sul Seicento, che ha uno spartiacque nella peste di metà secolo. Si concentra su una famiglia di scultori-intagliatori trapanesi, i Recupo, composta da Tommaso (†1716), dal figlio Giovanni (†1730) ed altri membri. Essi aprirono bottega a Cagliari, dopo aver sostenuto le prove d’esame previste dai Capitoli dell’arte e ottenuto le relative autorizzazioni. Trovano la loro fortuna specializzandosi nella produzione di retabli in legno intagliato, dipinto e dorato. Dalle opere documentate, il campo s’allarga a valutare l’influsso esercitato da questi abili artigiani in una fase di grande rigoglio e fioritura dell’arte del legno.

The art of wood in Cagliari and South Sardinia: the Sicilian contribution.

From archive records we observed a large migratory movement of workers from Sicily to Sardinia, between the XVII and the first decades of the XVIII century. This article examines the data about woodworkers, chiefly in the middle of the XVII century, when a plague marked a watershed. We have considered the Recupo, a family of carvers-sculptors, from Trapani, made up of Tommaso (†1716), his son Giovanni (†1730) and some other members. They opened their workshop in Cagliari, after passing the necessary exam and obtaining the licence. The Recupo made their fortune with the manufactoring of carved wooden retables, painted and gilded. After having examined their certain works, we have studied the influence they wielded in a period of great flourishing of wood art.

Anita Paolicchi

Per la definizione del profilo biografico dell’orafo Gerolamo Campagnani

L’articolo si prefigge di indagare il profilo biografico e artistico dell’orafo italiano Gerolamo Campagnani, variamente documentato fra i Balcani e Costantinopoli fra la fine del Seicento e l’inizio del secolo successivo. Punto di partenza è la presenza del suo nome sul retro di uno degli elementi, parte delle collezioni del Museo Nazionale di Storia (Muzeul Național de Istorie a României) di Bucarest, che compongono la coperta dell’icona del monastero Dintr-un lemn.

Defining the biographical profile of the goldsmith Gerolamo Campagnani

This article aims to investigate the biographical and artistic profile of the Italian goldsmith Gerolamo Campagnani, documented between the Balkans and Constantinople between the end of the 17th century and the early 18th century. The starting point is the presence of the engraving of his name on the back of one of the elements, part of the collections of the National Museum of History (Muzeul Național de Istorie a României) in Bucharest, that make up the cover of the icon of the Dintr-un lemn monastery.

Nicola Attinasi

Il presbiterio dell’oratorio di Santa Cita: echi reniani nella Giuditta di Giacomo Serpotta

L’articolo si propone di approfondire la raffigurazione di Giuditta da parte di Giacomo Serpotta all’interno del presbiterio dell’oratorio di Santa Cita a Palermo. Viene suggerito come il prototipo della figura serpottiana, mediata da un’incisione francese e condizionata anche da altre suggestioni, sarebbe da individuare in un’opera del bolognese Guido Reni che raffigura proprio la stessa eroina biblica.

The presbytery of the Oratory of Santa Cita: echoes of Guido Reni in Giacomo Serpotta’s Judith

The article aims to investigate Giacomo Serpotta’s representation of Judith in the presbytery of the Oratory of Santa Cita in Palermo. It is suggested that the prototype of Serpotta’s representation, mediated by a French engraving and also conditioned by other suggestions, should be identified in a work by the Bolognese Guido Reni depicting precisely the same biblical heroine.

Rita Pellegrini

Doni liturgici d’argento da Venezia sul Lago di Como

L’articolo prende in considerazione alcune suppellettili sacre di manifattura veneziana legate alla emigrazione in laguna dal Lago di Como. Tale fenomeno, finora, è stato studiato soltanto relativamente a due aree, la Valchiavenna e la Valtellina (Sondrio). Rispetto al territorio propriamente comasco, invece, i riferimenti bibliografici a tale fenomeno fino a questo momento erano esigui.

Liturgical silver gifts from Venice to Lake Como

The article considers some sacred furnishings of Venetian manufacture linked to the emigration to the lagoon from Lake Como. This phenomenon has so far only been studied in relation to two areas, Valchiavenna and Valtellina (Sondrio). With respect to the Como area proper, however, bibliographic references to this phenomenon until now have been scarce.

Luisa Chifari

L’inventario testamentario di Tommaso Trabucco (1761) della comunità napoletana a Palermo

La comunità dei Napoletani presente a Palermo in età moderna svolse una intensa e proficua attività nel commercio. La confraternita di San Giovanni da loro costituita nell’omonima chiesa, sin da quando nacque, eleggeva i suoi Rettori e tra questi vi fu Tommaso Trabucco. Facoltoso commerciante del XVIII secolo, fu colui che contribuì fattivamente con le sue generose offerte alla realizzazione della decorazione interna in stucco della chiesa dei Napoletani e qui viene studiato il suo inventario testamentario.

Tommaso Trabucco’s testamentary inventory (1761), belonging to the Neapolitan community in Palermo

The Neapolitan community present in Palermo in the modern age carried out an intense and profitable commercial activity. The confraternity of San Giovanni, which they formed in the church of the same name, elected its Rectors from the very beginning and among them was Tommaso Trabucco. A wealthy 18th-century merchant, he was the one who actively contributed his generous offerings to the interior stucco decoration of the Neapolitan church, and his testamentary inventory is studied here.

Roberta Cruciata

Gli anni maltesi dell’incisore in pietre dure e preziose Michele Laudicina senior (1762-1832)

L’articolo vuole approfondire la notizia, tramandata dalla storiografia artistica, del periodo trascorso a Malta dallo scultore trapanese Michele Laudicina senior, celebrato esponente, a cavallo tra XVIII e XIX secolo, della nota famiglia di corallai e incisori ma in realtà figura per tanti versi ancora da scoprire, soprattutto nella sua dimensione internazionale e per quanto concerne il catalogo delle sue opere, la maggior parte delle quali dispersa. Il suo soggiorno maltese durò ben più di otto anni e fu solo il primo di una serie di permanenze fuori dal regno di Sicilia e dagli stati italiani. Si tratta di una figura che fu al servizio di sovrani, aristocratici e borghesi, che nella sua arte, la glittica, seppe coniugare la pratica, il commercio e la didattica, dedicandosi con passione e competenza a ognuno di questi aspetti.

The Maltese Years of the Precious Stone Engraver Michele Laudicina senior (1762-1832)

This article aims to explore the news, handed down by artistic historiography, of the period spent in Malta by the Trapanese sculptor Michele Laudicina senior, a celebrated exponent, at the turn of the 18th and 19th centuries, of the well-known family of coral craftsmen and engravers, but in reality a figure that in many ways has yet to be discovered, especially in its international dimension and with regard to the catalogue of his works, most of which are missing. His stay in Malta lasted well over eight years and was only the first in a series of stays outside the kingdom of Sicily and the Italian states. He was a figure who was at the service of sovereigns, aristocrats and bourgeois, who in his art, glyptics, knew how to combine practice, commerce and didactics, dedicating himself to each of these aspects with passion and competence.

Sergio Intorre

Monreale negli sguardi del Grand Tour tra opere, testi e immagini

I viaggiatori stranieri che tra XVIII e XIX secolo visitarono Monreale la descrissero accuratamente, sia dal punto di vista artistico che da quello paesaggistico. Particolarmente interessanti sono le testimonianze relative alle Arti Decorative allora custodite nel Duomo, oggetto di studi recenti sulle Arti Decorative siciliane nei diari dei viaggiatori stranieri in Sicilia tra XVII e XIX secolo. Con questi studi si è posta in continuità la mostra Monreale negli sguardi del Grand Tour – Opere e luoghi tra immagini dei viaggiatori stranieri e committenza degli Arcivescovi, allestita presso la Sala San Placido del Museo Diocesano dal 7 settembre 2022 al 6 gennaio 2023.

Monreale in the eyes of the Grand Tour between works, texts and images

The foreign travellers who visited Monreale between the 18th and 19th centuries described it accurately, both artistically and for its landscape. Of particular interest are the descriptions of the Decorative Arts then housed in the Cathedral, the subject of recent studies on Sicilian Decorative Arts in the diaries of foreign travellers to Sicily between the 17th and 19th centuries. The exhibition Monreale in the Eyes of the Grand Tour – Works and Places between Images of Foreign Travellers and Commissioning by Archbishops, held in the Sala San Placido of the Diocesan Museum from 7 September 2022 to 6 January 2023, is in continuity with these studies.

Simona Rinaldi

Il commercio antiquario di arti decorative e dipinti dei fratelli Grandi nelle carte dell’archivio Steffanoni

L’articolo delinea l’attività dei fratelli Carlo (1842-1914) e Antonio (1857-1923) Grandi, noti antiquari milanesi, specializzati in origine in disegni, incisioni e arti decorative, ampliando poi l’attività anche a dipinti e sculture. Dalla documentazione inedita dell’archivio dei restauratori Giuseppe Steffanoni e i figli Francesco e Attilio emergono gli interventi di restauro ai dipinti commissionati dai fratelli Grandi tra 1885 fino agli anni 1920, in relazione anche a vari affreschi staccati da Pavia, Treviso, Venezia per commercializzarli all’estero.

The antiquarian trade in decorative arts and paintings of the Grandi brothers in the papers of the Steffanoni archive

The paper outlines the activity of the brothers Carlo (1842-1914) and Antonio (1857-1923) Grandi, well-known Milanese antique dealers, originally specialized in drawings, engravings and decorative arts, later expanding the activity also to paintings and sculptures. The unpublished documentation from the archive of the restorers Giuseppe Steffanoni and his sons Francesco and Attilio provides a significant testimony on painting restorations commissioned by the Grandi brothers between 1885 and the 1920s, also in relation to various frescoes detached from Pavia, Treviso, Venice for selling to European and American collectors.

Santino Orecchio

Caratterizzazione di pigmenti di antiche piastrelle di ceramica artigianale mediante tecniche analitiche

Il problema dell’identificazione dei pigmenti nella ceramica artigianale siciliana nei secoli  rappresenta il focus del contributo. Viene messa in evidenza l’importanza dell’identificazione dei composti utilizzati nelle ceramiche decorate antiche dal punto di vista archeometrico, della storia dell’arte, nonché del restauro e della riproduzione dei manufatti. Viene affrontato, in particolare, un esempio di utilizzo della spettrometria di emissione ottica accoppiata induttivamente al plasma (ICP-OES) per l’identificazione degli elementi presenti nei pigmenti di piastrelle decorate.

Characterisation of pigments from ancient handmade ceramic tiles using analytical techniques

The problem of identifying pigments in Sicilian handmade ceramics over the centuries is the focus of this contribution. The importance of the identification of compounds used in ancient decorated ceramics is highlighted from the point of view of archaeometry, art history, and the restoration and reproduction of artefacts. An example of the use of inductively coupled plasma optical emission spectrometry (ICP-OES) for the identification of elements present in the pigments of decorated tiles is addressed.

Marilisa Yolanda Spironello, Maria Cristina Caggiani, Maura Fugazzotto, Paolo Mazzoleni e Germana Barone

Indagini non invasive in situ su tre ostensori del Museo Diocesano di Caltagirone: una nuova prospettiva di ricerca

Le analisi spettroscopiche non invasive in situ effettuate su tre ostensori in argento di maestranze siciliane, provenienti da altrettante chiese cittadine e oggi custoditi all’interno del Museo Diocesano di Caltagirone (Catania), con l’obiettivo di individuare e studiare soprattutto i materiali gemmologici che li decorano rappresentano l’argomento del contributo. La ricognizione proposta, basata sulla preliminare analisi e successiva catalogazione scientifica dei manufatti, ha valore non solo per un’organica valorizzazione delle collezioni diocesane calatine ma anche per la ricostruzione dei contesti di provenienza.

Non-invasive in situ investigations on three monstrances from the Diocesan Museum of Caltagirone: a new research perspective

The subject of the article is non-invasive in situ spectroscopic analyses carried out on three silver monstrances now housed in the Diocesan Museum of Caltagirone (Catania). The aim was to identify and study above all the materials decorating them. The reconnaissance, based on the preliminary analysis and subsequent scientific cataloguing of the artefacts, is of value not only for an organic valorisation of the Caltagirone diocesan collections but also for the reconstruction of their contexts of origin.