Abstract

Sergio Intorre
Una nuova acquisizione iconografica per la ricostruzione della tribuna di Antonello Gagini nella Cattedrale di Palermo

La recente digitalizzazione di un dipinto di anonimo siciliano nelle collezioni del Museo de Historia di Madrid e il suo inserimento nei database del patrimonio culturale spagnolo ed europeo ha consentito di riportare all’attenzione della comunità scientifica un’importante raffigurazione pittorica della tribuna di Antonello Gagini nella Cattedrale di Palermo. Dopo avere ripercorso le principali fonti documentarie ed iconografiche relative alla tribuna, viene qui presentata l’opera oggi a Madrid, che fornisce un prezioso riscontro alle fonti fin qui note.

A new iconographic acquisition for the reconstruction of Antonello Gagini’s tribune in Palermo Cathedral

The recent digitisation of a painting by an anonymous Sicilian in the collections of the Museo de Historia in Madrid and its inclusion in the Spanish and European cultural heritage databases has made it possible to bring an important pictorial representation of Antonello Gagini’s tribune in Palermo Cathedral back to the attention of the scientific community. After reviewing the main documentary and iconographic sources relating to the tribune, the work now in Madrid is presented here, which provides a valuable comparison to the sources known so far.

Laura Illescas
Las ajorcas de la Virgen del Sagrario. Nuevos datos para su estudio 

La profunda devoción al simulacro de la Virgen del Sagrario en la Catedral de Toledo ha contribuido a lo largo del tiempo a la formación de un riquísimo ajuar, fruto de la generosidad de los fieles. El artículo se centra en particular en el estudio de las ajorcas en oro, perlas y piedras preciosas realizadas por Julián Honrado en 1582. Junto con la corona imperial realizada por Alejo de Montoya, son una de las joyas más importantes del tesoro de la Catedral.

The ajorcas of the Virgen del Sagrario. New data for its study 

The deep devotion to the simulacrum of the Virgen del Sagrario in Toledo Cathedral has contributed over time to the formation of a very rich treasure, the fruit of the generosity of the faithful. The article focuses in particular on the study of the gold, pearl and precious stone ajorcas made by Julián Honrado in 1582. Together with the imperial crown made by Alejo de Montoya, they are one of the most important jewels in the Cathedral’s treasury.

Luisa Chifari
Dalla chiesa di San Cristoforo a quella di San Giovanni dei Napoletani in Palermo: opere restaurate

In seguito al parziale crollo del tetto della chiesa palermitana di San Cristoforo nel 2018, le opere d’arte fino ad allora lì custodite vennero trasferite alla chiesa di San Giovanni dei Napoletani. L’articolo ne ripercorre l’azione di recupero condotta tra il 2002 ed il 2005, soffermandosi in particolare sul dipinto raffigurante la Madonna del Lume e sulla statua lignea di San Cristoforo.

From the church of San Cristoforo to the church of San Giovanni dei Napoletani in Palermo: works restored

Following the partial collapse of the roof of the Palermo church of San Cristoforo in 2018, the works of art previously kept there were transferred to the church of San Giovanni dei Napoletani. The article traces the restoration work carried out between 2002 and 2005, focusing in particular on the painting of the Madonna del Lume and the wooden statue of St Christopher.

Ciro D’Arpa
La vita di Santa Rosalia iconibus expressa: l’edizione di “Valeriano Regnartio” del 1627

Le incisioni di Valerien Régnard a corredo della rarissima edizione del 1627 della Vita s. Rosaliae virginis panormitana di Giordano Cascini offrono nuovi spunti di riflessione sull’iconografia della Santa sia nel contesto siciliano che in quello europeo, consentendo di aggiornare gli studi finora condotti sul tema.

The Life of Saint Rosalia iconibus expressa: the 1627 edition by “Valeriano Regnartio”

Valerien Régnard’s engravings accompanying the extremely rare 1627 edition of Vita s. Rosaliae virginis panormitana by Giordano Cascini offer new insights into the iconography of the Saint in both the Sicilian and European contexts, allowing us to update the studies conducted so far on the subject.

Arturo Anzelmo
Appunti per un primo consuntivo sulla bottega dei Reina, intagliatori del Seicento siciliano

Viene qui tracciato un corpus delle opere ascrivibili alla bottega dei Reina, intagliatori siciliani attivi nel XVII secolo nella Sicilia occidentale, dei quali sono noti pochi dati biografici. L’analisi stilistica delle opere e i raffronti qui proposti ne consentono l’inquadramento nel contesto storico-artistico siciliano dell’epoca.

Notes for an initial overview of the Reina workshop, carvers of the 17th century in Sicily

A corpus of works attributable to the Reina workshop, Sicilian carvers active in the 17th century in western Sicily, of whom few biographical data are known, is outlined here. The stylistic analysis of the works and the comparisons proposed here allow them to be placed in the Sicilian art-historical context of the time.

Maria Concetta Di Natale
Andrea Tipa e il presepe di Ciminna

Ad Andrea Tipa e alla sua bottega sono state attribuiti, sulla scorta delle fonti tradizionali numerosi presepi, per lo più di piccole dimensioni, con personaggi in avorio, diffusi nel XVIII secolo quando andava scemando la produzione di quelli in corallo. Tra i presepi con personaggi in avorio attribuibili ad Andrea Tipa e alla sua bottega si distingue quello inedito del Polo del Museo Civico di Ciminna, proveniente dal Convento dei Cappuccini di quel centro, qui studiato.

Andrea Tipa and the crèche of Ciminna

To Andrea Tipa and his workshop have been attributed, on the basis of traditional sources, numerous crèches, mostly small in size, with ivory characters, widespread in the 18th century when the production of those made of coral was declining. Among the nativities with ivory characters attributable to Andrea Tipa and his workshop is the unpublished one in the Ciminna Civic Museum, from the Capuchin Convent in that centre, studied here.

Teresa Leonor M. Vale
Angelo Maria Spinazzi argentiere nella Roma del Settecento: la committenza portoghese

Viene qui presa in esame l’attività dell’argentiere Angelo Maria Spinazzi (1693, dopo il 1785 / prima del 1789) nell’ambito della committenza portoghese, a partire dai primissimi anni Venti, subito dopo aver ottenuto la patente di argentiere, Spinazzi lavorò per l’ambasciata portoghese nella città pontificia e negli anni Quaranta fu coinvolto nell’impresa della cappella di San Giovanni Battista nella chiesa di S. Rocco, di committenza regale, progettando e realizzando pezzi importanti del suo sontuoso corredo liturgico. Lo studio della committenza portoghese contribuisce ad una migliore comprensione dell’opera dell’argentiere e getta nuova luce sull’intervento dell’artista nella collezione di argenti della cappella fatta erigere dal re Giovanni V (1689-1750) nella chiesa dei Gesuiti di Lisbona.

Angelo Maria Spinazzi silversmith in 18th century Rome: Portuguese patronage

The activity of the silversmith Angelo Maria Spinazzi (1693, after 1785 / before 1789) in the field of Portuguese patronage is examined here. Beginning in the very early 1920s, immediately after obtaining his silversmith’s licence, Spinazzi worked for the Portuguese embassy in the papal city and in the 1940s was involved in the undertaking of the chapel of St. John the Baptist in the church of S. Rocco, commissioned by the royal family, designing and producing important pieces of its sumptuous liturgical furnishings. The study of the Portuguese commission contributes to a better understanding of the silversmith’s work and sheds new light on the artist’s intervention in the silver collection of the chapel commissioned by King John V (1689-1750) in the Jesuit church in Lisbon.

Valentina Filamingo
Una stilista artigiana di nome Maria Monaci Gallenga

L’articolo studia la figura e l’opera di Maria Monaci Gallenga, designer, imprenditrice e promotrice del Made in Italy in Europa e negli Stati Uniti tra gli anni Venti e Trenta del XX secolo, che si distinse per la raffinatezza ed il gusto delle sue stoffe decorate, dei suoi prodotti dell’arte tessile e per essere stata una pioniera dell’imprenditoria femminile nel Novecento. Viene qui proposto un excursus sul suo percorso artistico, dagli esordi fino al definitivo riconoscimento in ambito europeo.

An artisan stylist named Maria Monaci Gallenga

The article studies the figure and work of Maria Monaci Gallenga, a stylist, entrepreneur and promoter of Made in Italy in Europe and the United States between the 1920s and 1930s, who distinguished herself for the refinement and taste of her decorated fabrics, her textile art products and for being a pioneer of female entrepreneurship in the 20th century. An excursus on her artistic career, from her beginnings to her definitive recognition in the European context, is presented here.

Chiara Dell’Utri
“Rewind – 10 anni al Museo Diocesano Di Monreale” – Nuovi scenari di fruizione digitale per i musei dopo la pandemia

Viene qui riportata l’esperienza, dall’ideazione alla creazione, della docu-mostra virtuale “Rewind – 10 anni al Museo Diocesano di Monreale”, curata per conto della Direzione del Museo Diocesano di Monreale, pubblicata on line lo scorso 27 maggio 2021 sul sito del Museo a testimonianza del decennale dalla sua apertura al pubblico e vincitrice dello Special Prize al Festival F@imp dell’Avicom 2021/2022. L’esperienza della mostra virtuale ha consentito di venire a contatto con un nuovo metodo di lavoro dove il mondo digitale/virtuale emerge come alleato della mediazione culturale nei musei, e dove strumenti come il “digital storytelling” e la progettazione di “ambienti virtuali” si pongono come i nuovi “ferri del mestiere” per il responsabile dei Servizi educativi.

“Rewind – 10 years at the Diocesan Museum of Monreale” – New scenarios of digital use for museums after the pandemic

Here we report on the experience, from conception to creation, of the virtual docu-exhibition “Rewind – 10 years at the Diocesan Museum of Monreale”, curated on behalf of the Direction of the Diocesan Museum of Monreale, published online on 27 May 2021 on the Museum’s website to mark the tenth anniversary of its opening to the public and winner of the Special Prize at the Avicom F@imp Festival 2021/2022. The experience of the virtual exhibition has made it possible to come into contact with a new working method where the digital/virtual world emerges as an ally of cultural mediation in museums, and where tools such as ‘digital storytelling’ and the design of ‘virtual environments’ stand out as the new ‘tools of the trade’ for the head of Educational Services.